20/02/2012
L’appello accorato di un padre
CHI AIUTA MIO FIGLIO?
Una vicenda inquietante che riguarda uno scolaro
della Scuola Primaria “Laura Lanza”di Carini (PA)
In Redazione abbiamo ricevuto un’ampia
documentazione di un padre disperato
per la disavventura occorsa al suo bambino
che, nell’anno scolastico 2010/2011,
ha frequentato la prima classe F della
Scuola Primaria dell’Istituto Comprensivo
Statale ” Laura Lanza” di Carini.
L’accorato appello e la richiesta d’aiuto,
per avere ragione circa presunte ingiustizie
subiti dal figlio, si conclude con un “
CHI AIUTA MIO FIGLIO?” che ci ha
colpito ed anche coinvolto: dopo un primo
trimestre con tutti sei e tre sette , un
secondo trimestre con tutti 5 e tre sei
ed il terzo trimestre , valutazione finale,
con tutti cinque, l’èquipe pedagogica ha
deciso per la “non ammissione alla classe
successiva”ed è quindi stato bocciato
in prima elementare. A prima vista sembrerebbe
che il bambino era più bravo
quando non aveva avuto l’apporto della
scuola e degli insegnanti, avendo avuto
addirittura un peggioramento dopo aver
ricevuto gli impulsi e le sollecitazioni che
avrebbe dovuto ricevere . Ma quello che
meraviglia è la gestione complessiva di
tutta la vicenda per alcune “disattenzioni
“ di chi avrebbe dovuto, per tempo, attivare
ogni azione per recuperare in positivo
uno scolaro che nel primo trimestre
aveva manifestato capacità e disponibilità
ad apprendere e che, sembra, non sia stato
adeguatamente indirizzato e coltivato.
In una città come Carini, in cui è diffusa la
dispersione scolastica , certamente questo
fatto non sembra, a prima vista, dei
più edificanti.
Nel periodo del ventennio fascista, quando
a scuola si insegnava la fedeltà ad un
regime osceno e vergognoso, più che la
cultura e la promozione sociale, la scuola
era prevalentemente riservata ai ceti più
abbienti, con differenziazioni odiose e la
divisione per classi a secondo del ceto
sociale al quale si apparteneva e venivano
discriminati , e quasi ignorati, i figli della
povera gente che viveva nelle campagne
(i cosiddetti figli dei ”pedi ‘ncritati”).
L’analfabetismo era ampio e la funzione di
promozione sociale attraverso la scuola
totalmente assente. Da allora acqua sotto
i ponti, per fortuna, ne è passata parecchio
e, proprio oggi 27 gennaio, mentre
scrivo, ricorre la Giornata della Memoria,
celebrazione istituita con Legge 211 del
20 luglio 2000 dal Parlamento della Repubblica,
al fine di ricordare la barbarie, la
disumanità, le discriminazioni , le leggi razziali
del 1938, e soprattutto non dimenticare
tutti quegli italiani che hanno subito,
per il nostro civile progresso, la nostra
libertà e la democrazia , deportazione,
prigionia e morte. In uno Stato democratico
la scuola non può che essere propositiva,
tendere alla promozione sociale
proprio dei ceti meno abbienti, e degli
scolari meno attrezzati culturalmente,
ed essere in grado di colmare le lacune
che possono derivare da certi ambienti
familiari, certamente non responsabili del
proprio stato. Per questo ci ha colpito
molto che, in una scuola della Repubblica
Italiana , possa accadere quello che è accaduto
ad un bambino il cui padre chiede
aiuto! La scuola non ha saputo svolgere
la sua funzione primaria? Lo ha fatto per
disattenzione o, peggio, non ha svolto
tutto quello che avrebbe dovuto fare, rivolgendosi
ai servizi sociali del Comune,
richiedendo, ove necessario assistenza
psicologica, richiedendo per tempo alla
famiglia eventuale sostegno e collaborazione?
E ci sono altri casi analoghi? Siamo
in chiusura di giornale e abbiamo pochissimo
spazio. Quello che è certo è che su
questa questione vogliamo vederci più
chiaro e daremo dettagliatamente tutte
le informazioni sull’iter di una vicenda ancora
in corso. Forse ogni tanto rileggersi
“LETTERA AD UNA PROFESSORESSA”
di don Milani non farebbe male .
RenatoSardo
18:24 Scritto da: gazimo | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | OKNOtizie |
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Commenti
Gentile RenatoSardo, in qualità di Dirigente scolastico della scuola Laura Lanza da lei citata, mi corre l'obbligo di segnalarle che i fatti che lei espone sono parzialmente rispondenti al vero e la ricostruzione che ne fa è parziale nel senso che lei si permette toni carichi di un pregiudizio di colpevolezza. Suo l'onere di dimostrarlo con la relativa assunzione di responsabilità, anche per questa sua uscita pubblica che mi chiama in causa in assenza totale di una sua richiesta di contraddittorio. E' cioè un fatto, che lei ha violato le più elementari norme del diritto di cronaca. Ancora, lei lamenta che non si sia richiesto: "per tempo alla famiglia eventuale sostegno e collaborazione", dimostrando palesemente che o ignora del tutto quali siano stati i rapporti tra scuola e famiglia o ha qualche interesse a compiere una dichiarazione pubblica falsa. L'episodio è inoltre arcinoto a tutti gli organi scolastici, ivi comprese le autorità ispettive. Nulla di intentato è stato rilevato e nulla di irregolare. Sono invece documentate altre irregolarità (adesso anche la sua) e altre inadempienze, di cui si è data contezza agli organi competenti (in Italia i processi di piazza come il suo hanno conseguenze per chi li promuove) per l'avvio di ben altri accertamenti. Resta il dubbio sulle ragioni che l'abbiano condotta a questa esposizione che mi mette nelle condizioni di citarla per danni. Che sia ignoranza o ingenuità poco importa, la sua eventuale responsabilità verrà valutata nelle sedi predisposte.
Scritto da: GF dirigente scol. Laura Lanza | 21/02/2012
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